Lo chiamano il Respiro Antico.
È nelle radici, nel vento, dentro di te.
Fai un respiro piano. La storia sta per cominciare.
Orso conosceva il vecchio cervo da così tanto tempo che nessuno dei due ricordava più il giorno in cui erano diventati amici. Quando cercavano di ricordarlo, ognuno raccontava una versione diversa.
Vivevano lontani, ai due lati del Bosco. Non potevano vedersi spesso, ma avevano una tradizione: ogni autunno si incontravano vicino a un grande masso, a metà strada tra le loro tane. Se uno dei due arrivava per primo, aspettava. Non avevano mai saltato quell'appuntamento.
Quell'anno Orso si svegliò stanco. Fuori, le foglie erano rosse e dorate. Era il giorno dell'incontro, ma le zampe gli sembravano più pesanti del solito.
Guardò il sentiero e sospirò. «È diventata una bella camminata.» Per un momento pensò di restare a casa. Il cervo avrebbe capito. Potevano vedersi l'anno successivo.
Poi ricordò tutti gli incontri degli anni passati. Le risate. Le storie raccontate seduti vicino al masso. Le volte in cui uno aveva avuto bisogno di un consiglio e l'altro era rimasto ad ascoltare fino al tramonto.
«Se ci tengo, devo anche farmi vedere ogni tanto», borbottò Orso. Prese la sua borsa, infilò dentro due mele e partì.
Camminò piano. Si fermò due volte a riposare. La seconda volta si sedette su un tronco e si domandò di nuovo se fosse stata una buona idea. Poi vide il grande masso in lontananza e riprese il cammino. Durante una sosta tirò fuori una delle mele e ne mangiò metà. L'altra la tenne per il cervo.
Quando arrivò, il cervo era già lì. Aveva portato delle castagne. «Pensavo che quest'anno non venissi», disse sorridendo.
Orso rise. «Per un momento l'ho pensato anch'io.» Il cervo annuì. «Anch'io. Ho impiegato quasi il doppio del tempo.» Si guardarono e scoppiarono a ridere.
Passarono il pomeriggio a raccontarsi l'estate appena finita, gli animali più giovani del Bosco e alcune vecchie avventure che ricordavano in modo completamente diverso. Su una di quelle discussero per dieci minuti e poi decisero che avevano ragione entrambi. Si scambiarono mele e castagne e risero del fatto che, dopo tanti anni, continuavano a portare troppo cibo per un solo pomeriggio.
A un certo punto rimasero in silenzio. Era un silenzio comodo, di quelli che possono esistere solo tra due amici che non hanno bisogno di riempire ogni momento.
«Il prossimo anno», disse il cervo, «potremmo scegliere un posto un po' più vicino.» Orso annuì. «Mi sembra un'ottima idea. L'amicizia non si misura in quanti chilometri riusciamo ancora a fare.» «Possiamo cambiare il posto senza cambiare la tradizione», aggiunse il cervo. Orso ci pensò e gli piacque molto quella frase.
Sulla strada di casa Orso sentì il Respiro Antico sotto le foglie. Capì che non era il masso a tenere viva la loro amicizia. Era il fatto che, anno dopo anno, continuavano a scegliere di cercarsi, anche cambiando le vecchie abitudini quando serviva.
Il Respiro Antico scorre ancora.
Dormi adesso.
Ci vediamo nella prossima storia.
Il bosco veglia su di te.


